Spartaco – Movimento per la liberazione dall schiavitù del precariato.
 
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.

Di Fedele (del 17/11/2009 @ 19:23:46, in Video, linkato 62 volte)
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Di Fedele (del 13/11/2009 @ 19:37:12, in Segnalazioni, linkato 189 volte)
"Mi sono rotto i coglioni di Berlusconi". Ditelo in pubblico, al bar, al ristorante. Gridatelo in radio, ai semafori, scrivetelo ai giornali, inviate mail ai siti italiani e internazionali, alle caselle di posta dei deputati, dei senatori. "Mi sono rotto i coglioni di Berlusconi". Non voglio passare la mia vita a inseguire l'ultimo Lodo Alfano, l'ultima ghedinata, l'ultima assoluzione per legge di un corruttore. Non voglio mettermi a discutere sull'ennesima legge ad personam, sulla presa per il culo della democrazia a ripetizione. Non sopporto più i servi che blaterano di riforma della giustizia nei programmi televisivi. Che difendono l'indifendibile, pagati per mentire, coprire, ululare.
E' mai possibile che gli italiani, anche quelli rincoglioniti dalle televisioni, non abbiano un moto di rigetto, un conato di vomito a vedere la Repubblica Italiana trattata come una zoccola? Il Grande Corruttore ha corrotto forse ogni coscienza? Tutto ciò che ha toccato nella sua vita si è corrotto, decomposto. E' lui l'H1N1 della nostra democrazia. Un campione del falso perbenismo che ha trasformato ogni persona in un Capezzone: da Ratzinger a Bossi, da Fini a Bertone. Fa eccezione D'Alema che è un capezzone naturale.
Lo psiconano è un uomo in fuga, una vita in fuga dai processi, uno che ha sempre pronto un piano B per sfuggire alla Giustizia, e poi un altro piano B e un altro ancora. Milioni di piani B, fino alla consunzione del Paese. Un signore che ha permesso che Veronica Lario, madre di tre dei suoi figli, venisse messa con le tette al vento su Libero per averlo criticato. Che usa l'informazione come un ventilatore sparamerda su chiunque gli sia d'ostacolo. L'Italia merita di meglio, siamo diventati lo zimbello del mondo.
Questo vecchio di settantaquattro anni ha fatto il suo tempo come la compagnia di giro che ha messo insieme per proteggersi e che ammorba l'informazione e il Parlamento. Arroganti e ridicoli. Finito Berlusconi (perchè finirà), dovremo pulire dalla sua merda le stalle d'Italia. Ci vorranno anni.
Il 5 dicembre pomeriggio a Roma in piazza della Repubblica è stato organizzato dalla Rete un giorno di caloroso commiato allo psiconano: il "No B day". Io ci sarò. 250.000 persone hanno già dato la loro adesione. Il PDmenoelle ha rifiutato, alla piazza preferisce l'inciucio. Invito i Meet up a partecipare e a diffondere l'iniziativa. Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?). Noi neppure.

da www.beppegrillo.it  13 novembre 2009
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ROMA - Quasi duecentocinquantamila adesioni raccolte su internet in un mese. Nasce così il "No B day", la manifestazione nazionale "per chiedere le dimissioni di Berlusconi". Ideata da un gruppo di blogger, incubata nella Rete, alimentata su Facebook, la protesta nasce come reazione agli attacchi del premier seguiti alla sentenza sul Lodo Alfano. Dal 9 ottobre 2009, Silvio Berlusconi critica il Quirinale, attacca i giudici della Corte Costituzionale, accusandoli di essere "comunisti", si definisce "l'uomo più perseguitato della storia", litiga in tv con Rosy Bindi dicendole che è "più bella che intelligente" provocando una rivolta delle donne. A un passo dallo scontro istituzionale, mentre fuori e dentro il Parlamento infuriano le polemiche, un gruppo di blogger decide di dar vita ai propri post.

Aprono un gruppo su Facebook e indicono una "manifestazione nazionale per chiedere le dimissioni di Berlusconi". Ad oggi, dopo un mese, hanno raccolto oltre 235mila adesioni. Una marea che si definisce "apartitica e pacifista" e che si è già data un appuntamento per scendere in piazza: il pomeriggio del 5 dicembre a Roma, in piazza della Repubblica. Si partirà con un corteo per arrivare fino a piazza del Popolo. Poi, in serata, un concerto in piazza San Giovanni, organizzato grazie all'aiuto dei 3mila artisti raccolti in un altro gruppo, "Artisti - No Berlusconi Day".

Su Facebook, infatti, il gruppo principale dei promotori è solo il centro di un network composto da circa 100 pagine. Ognuna di queste rappresenta un comitato cittadino per il "No B Day". Da Torino a Palermo, da Milano a Napoli. Con ramificazioni internazionali: Londra, Barcellona, Amsterdam, Dublino, Parigi, Vienna. E poi San Francisco, Montreal, Sacramento. Tutte città in cui saranno organizzate manifestazioni parallele. Una sorta di "Internazionale antiberlusconiana", raccolta intorno a una considerazione e a un appello finale: "A noi non interessa cosa accade se si dimette Berlusconi" e riteniamo che il "fair play di alcuni settori dell'opposizione, costituisca un atto di omissione di soccorso alla nostra democrazia. Berlusconi deve dimettersi e difendersi davanti ai tribunali".

In queste ore i "blogger democratici" sono alle prese con l'organizzazione dell'evento. Autobus da ogni parte d'Italia, striscioni e volantini, il corteo e il concerto. Con un occhio di riguardo per il luogo da cui tutto è partito, il web. Nel sito ufficiale del "No B Day" sono disponibili informazioni e materiali, oltre alla possibilità di contattare gli organizzatori per risolvere problemi logistici. C'è chi vuole i volantini, chi cerca un passaggio per Roma, chi si prenota per suonare in Piazza San Giovanni. Il colore viola farà da sfondo a tutte le iniziative. Perché "il viola non è solo il colore del lutto, ma anche quello dell'energia vitale, dell'autoaffermazione".

Per testare la capacità della macchina organizzativa, sono in corso in questi giorni "anteprime del "No B Day", in molte città italiane. E nelle ultime ore si sta mettendo a punto l'aspetto sicurezza, per "evitare infiltrazioni facinorose e violente". Insomma, sin dalle origini e dai preparativi quella del 5 dicembre si annuncia come la più grande iniziativa politica di protesta nata dalla base degli utenti del web.

Alla manifestazione hanno già aderito alcune forze politiche. Il leader dell'Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, ha confermato la sua presenza, così come il segretario di Rifondazione comunista, Paolo Ferrero. Il Pd ha invece declinato l'offerta a partecipare, per questo sul web molti iscritti al partito chiedono al neo segretario di cambiare idea: "Spero che Bersani accolga il nostro invito, saremo in tanti del Partito democratico a partecipare alla manifestazione".

da la Repubblica del 12 novembre 2009
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E’ iniziato il licenziamento dei primi 1200 lavoratori di
OLIVETTI-GETRONICS-BULL-EUTELIA-NOICOM-EDISONTEL TUTTI CONFLUITI IN:
AGILE s.r.l. ora Gruppo Omega
Agile ex Eutelia è stata consegnata a professionisti del FALLIMENTO.
Agile ex Eutelia è stata svuotata di ogni bene mobile ed immobile.
Agile ex Eutelia è stata condotta con maestria alla perdita di commesse e clienti .
Il gruppo Omega continua la sua opera di killer di aziende in crisi , l’ultima è Phonemedia 6600 dipendenti che subirà a breve la stessa sorte.
Siamo una realtà di quasi 10.000 dipendenti e considerando che ognuno di noi ha una famiglia,  le persone coinvolte sono circa 40.000 eppure nessuno parla di noi.
Abbiamo bisogno di visibilità Mediatica, malgrado  le nostre manifestazioni nelle maggiori città italiane ( Roma - Siena_Montepaschi – Milano – Torino – Ivrea – Bari – Napoli - Arezzo - ) e che alcuni di noi sono saliti sui TETTI, altri si sono INCATENATI a Roma in piazza Barberini,  nessun Giornale a tiratura NAZIONALE si è occupato di noi ad eccezione dei TG REGIONALI e GIORNALI LOCALI.
NON siamo mai stati nominati in nessun TELEGIORNALE NAZIONALE  perchè la parola d’ordine è che se  non siamo visibili all’opinione pubblica il PROBLEMA NON ESISTE.

   Dal  4-Novembre-2009 le nostre principali sedi sono PRESIDIATE con assemblee permanenti 

Se sei solidale con noi INOLTRA QUESTA MAIL ad almeno  10 amici nei prossimi 30 minuti, non ti costa nulla , ma avrai il ringraziamento di tutti i lavoratori e le Lavoratrici di Agile ex Eutelia che da mesi sono senza stipendio
Altrimenti questa azienda morirà
Le Lavoratrici e i Lavoratori di Agile s.r.l. – ex Eutelia
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Il Parlamento privatizza l’acqua!
Impediamolo!
E’ urgente e indispensabile una mobilitazione straordinaria!
In concomitanza con la discussione dell’Art. 15 del decreto legge 135/09 presso la Camera dei Deputati
Giovedì 12 Novembre ore 10.30 - 13.30
Presidio sotto al Parlamento (Piazza Montecitorio) e in tutti i territori
Il Senato, il 04 Novembre, ha approvato l’Art.15 del DL 135/09 che sottrae ai cittadini l’acqua potabile di rubinetto, il bene più prezioso, per consegnarlo, a partire dal 2011, agli interessi delle grandi multinazionali e farne un nuovo business per i privati e per le Banche.
Il decreto 135/09 approderà alla Camera dei Deputati a partire da martedì 10 Novembre (in Commissione Affari Costituzionali) e verrà discusso dall’aula lunedì 16 Novembre.
Il Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua invita la cittadinanza, il “popolo dell’acqua”, le realtà sociali e territoriali, le reti ambientaliste e per la tutela dei beni comuni, le organizzazioni sindacali e il movimento degli studenti, ad una mobilitazione straordinaria.
Mobilitiamoci per impedire la conversione in legge del decreto legge 135/09!
Partecipiamo tutte e tutti al presidio!

 
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Di Fedele (del 06/11/2009 @ 15:04:08, in Segnalazioni, linkato 41 volte)
Gira un filmino scandaloso, una cosa davvero schifosa e impresentabile, un film concepito per il ricatto che se dovesse uscire farebbe vergognare chiunque. È il filmino dell'Italia. Il paese dove ti ammazzano in galera spezzandoti la schiena in due punti, il posto dove i carabinieri tentano l'estorsione. Il paese che sta nelle prime posizioni mondiali per diseguaglianza economica, il posto dove un cittadino su quattro sotto i 25 anni è disoccupato.
Nel filmino si vede tutto questo e altro ancora, un po' sgranato, ma si vede tutto bene: mica è il Tg1!. Ho tentato di venderlo e di farmi un gruzzoletto, perché mi adeguo alla morale corrente. Il Giornale ha visionato ma non l'ha preso.
Libero ha guardato ma ha deciso: no, grazie. Nel filmino c'è tutto quello che c'è da sapere: i capitali mafiosi che rientrano anonimi con la modica spesa del cinque per cento, vita e opere di Dell'Utri, le leggi per farla franca, due o tre morti sul lavoro ogni giorno, la libertà di stampa ai minimi storici e il papello dei patti con la mafia.
Filmino lungo, è vero, ma meno noioso del Barbarossa che ci è pure costato dei soldi. Questo è gratis. Ci sono i nazi che accoltellano gay e stranieri, ma di cui fa fico parlare come se fossero intellettuali un po' ribelli. Ci sono gli imprenditori sovvenzionati che chiedono soldi. Ci sono i giovani imprenditori, loro figli, che chiedono soldi. Ci sono ministri che difendono le radici cristiane e adorano il dio Po, il dio Eridano e chissà quale altra puttanata celtica. C'è ancora Cossiga. C'è ancora Andreotti. Ci sono i militari per le strade «per la nostra sicurezza». Ci sono ministri che dicono viva il posto fisso dopo aver creato milioni di precari. Nel filmino si vedono avvocati che studiano come accorciare la prescrizione, come spostare i processi, come evitare grane al capo. L'ho mandato a Signorini, a «Chi», che ha detto: ne parlo con Marina. Marina ha detto: ne parlo con papà. Papi ha visto e ha detto: embé? L'Italia è il paese che io amo. Ecco, mi pareva.

da Il Manifesto del 01/11/09
   
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Di Fedele (del 04/11/2009 @ 13:11:15, in Video, linkato 35 volte)
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Di Fedele (del 02/11/2009 @ 12:58:39, in Segnalazioni, linkato 41 volte)
A Kabul domenica prossima si voterà in un ballottaggio trasformato in plebiscito dal ritiro di uno dei candidati. Abdullah Abdullah non ha infatti ottenuto che il voto avesse delle minime garanzie di trasparenza. La Commissione elettorale, protagonista di brogli clamorosi nel primo turno, non è infatti stata epurata come pure sarebbe stato ovvio che fosse dopo la conclamazione degli stessi.

Per il governo degli Stati Uniti il ritiro del candidato è un fatto normale ed accettabile e anche il plebiscito va benissimo.

A Roma Silvio Berlusconi sostiene che, se pure condannato in tribunale, resterà al proprio posto. E’ un’affermazione grave quanto pleonastica visto che come sempre i suoi avvocati punteranno e otterranno la prescrizione spacciandola come assoluzione. Al di là di tale dettaglio Berlusconi finge di non capire, nella sua eterna battaglia contro la magistratura (che definisce “comunista”), che la divisione e l’equilibrio tra i poteri sia essenza, oltre che forma, della democrazia.

L’Italia del corrotto e corruttore Berlusconi e gli Stati Uniti, che cinicamente portano a termine il disegno di tenere al potere il loro uomo a Kabul, Hamid Karzai, minano la fiducia residua del mondo nel sistema democratico.

E’ davvero ancora democrazia quella dove un primo ministro può essere condannato e dire “me ne frego”, come ha titolato ieri “il Manifesto”?

Potrà mai essere democratico un paese dove dopo conclamati brogli (conclamati per gli stessi Stati Uniti) al candidato che li ha subiti non resta che ritirarsi per celebrare un lugubre plebiscito che rilegittimi il pluridelegittimato sindaco di Kabul imposto da Washington?

Per chi ha memoria questo millennio, per le democrazie occidentali, non iniziò l’11 settembre 2001 ma il 7 novembre 2000 con i brogli alla afgana che favorirono George W. Bush contro Al Gore. Anche allora a quest’ultimo non restò che rinunciare.

Se qualcuno aveva ancora dubbi: non esportiamo democrazia, ma al massimo simulacri di questa che ne preservano la forma ma ne offendono l’essenza.

da Gennaro Carotenuto 2 novembre 2009
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Di Fedele (del 01/11/2009 @ 15:42:58, in Video, linkato 34 volte)
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Di Fedele (del 30/10/2009 @ 13:08:19, in Segnalazioni, linkato 90 volte)
L’OIPA (Organizzazione internazionale protezione animali n.d.r.) continua instancabilmente a sostenere gli attivisti cinesi nella battaglia per salvare cani e gatti dal crudele mercato delle pellicce. Da lungo tempo attraverso i nostri siti ed i nostri gruppi internazionali di sostegno diffondiamo gli appelli ed offriamo appoggio internazionale alle iniziative promosse dagli attivisti asiatici.

Continua l’attività degli animalisti cinesi a Shangai per proteggere cani e gatti vittime del crudele commercio delle pellicce e del commercio di carne.
In seguito a numerose segnalazioni da parte di proprietari che avevano visto sparire gli amati cani e gatti dai propri giardini e dalle proprie abitazioni, è iniziata una lunga fase di documentazione, raccolta informazioni e di ricerca per individuare i responsabili dei furti. La mattina del 27 settembre, volontari dei gruppi  “Shanghai Cat Protection Group” e “Fei Xiang Web- Pet Home”, hanno localizzato un’abitazione in affitto nel distretto di Liu Baoshan, utilizzata per uccidere e scuoiare cani e gatti.

Accompagnati dalla Polizia, i volontari cinesi sono entrati nell’abitazione e la scena che si è presentata davanti ai loro occhi è stata straziante: gabbie colme di gatti ed oltre 100 kg di carne di cane e gatto macellata (le pellicce erano già state vendute). Alcuni dei presenti, per qualche istante sono usciti dall’abitazione in quanto non riuscivano a sostenere emotivamente ciò che si presentava davanti ai loro occhi.
Una signora anziana che abitualmente porta cibo alle colonie di gatti ha dichiarato di avere visto il numero diminuire progressivamente e là, in quelle gabbiette affollate ha riconosciuto alcuni dei suoi “piccoli”.
I responsabili di tali atrocità, al rientro nella loro abitazione, trovando polizia ed animalisti, hanno rifiutato di rispondere alla domande e li hanno aggrediti.
Sia l’Ufficio per l’ispezione alimentare che l’Ufficio per il Commercio di Shangai hanno inviato funzionari sul posto, i quali hanno poi confermato che non era stata rilasciata alcuna licenza ne certificato di quarantena per effettuare macellazioni.
La Polizia ha effettuato 3 arresti ed ha aperto le indagini.

I principali notiziari e portali cinesi hanno riportato la notizia, sconvolgendo l’opinione pubblica ignara di ciò che stava avvenendo in quella abitazione.

Attualmente in Cina solo le specie “in pericolo di estinzione” godono di una minima protezione, non ci sono leggi nazionali che vietino l’uccisione degli animali domestici, però vigono norme in materia di macellazione ed igiene. Queste norme attualmente stanno aiutando in parte a contrastare il commercio delle pellicce di cane e gatto, le quali provengono anche da allevamenti e da privati senza scrupoli che operano nella più totale clandestinità.

I gatti sono stati affidati ai volontari cinesi ed ora sono in attesa di potersi ricongiungere con le famiglie a cui appartenevano o di essere adottati. Nel frattempo la polizia continua le indagini, dando appoggio agli attivisti cinesi.

Questa grande vittoria è stata resa possibile grazie all’impegno congiunto, alla diffusione della verità nascosta ed alla continua e costante collaborazione con i volontari cinesi.
Il nemico principale degli animali è il silenzio: quando diversi anni fa OIPA aveva iniziato la campagna per la protezione degli animali in Cina, esisteva solo un immenso vuoto colmato da infiniti maltrattamenti, ora poco per volta, la situazione sta cambiando e gli animali stanno ricevendo Giustizia.

L’OIPA ringrazia di cuore tutti coloro che diffondono le nostre notizie ed i nostri appelli per gli animali in Cina, maggiore sensibilizzazione permette di fare conoscere cosa si nasconde dietro le porte “chiuse” e di intervenire in difesa degli innocenti.
E’ stata rivelata la verità nascosta, ora non c’è più il silenzio e gli animali hanno un nuovo alleato: la nostra voce, insieme a quella della Polizia, pronta ad affiancare gli attivisti.
La nostra rete di contatti in Cina è in continua crescita. L’OIPA continuerà a sostenere l’attività degli animalisti in Asia ed in Cina fino a quando questo crudele commercio non sarà totalmente eliminato.

Paola Ghidotti
OIPA International Campaigns Director
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