Ecco ciò che scriveva a inizio '700 nel suo "Testamento" il prete Jean Meslier. Non posso dire di essere d'accordo su tutto ma alcune delle cose che dice erano vere 300 anni fa come oggi.
"La vostra salvezza è nelle vostre mani, la vostra liberazione dipenderebbe solo da voi, se riusciste a mettervi d'accordo; avete tutti i mezzi e le forze necessarie per liberarvi e per rendere schiavi i vostri stessi tiranni. I vostri tiranni, infatti, per quanto potenti e terribili possano essere, non avrebbero alcun potere su di voi senza voi stessi; tutta la loro potenza, tutte le loro ricchezze, tutta la loro forza, viene solo da voi: sono i vostri figli, i vostri congiunti, i vostri alleati, i vostri amici che li servono, sia in guerra sia nei vari incarichi che essi assegnano loro: essi non saprebbero far niente senza di loro e senza di voi.
Essi utilizzano la vostra stessa forza contro voi stessi, per ridurvi tutti quanti in schiavitù [...]. Ciò non succederebbe davvero se tutti i popoli, tutte le città e tutte le province si coalizzassero e cospirassero insieme per liberarsi dalla comune schiavitù. I tiranni sarebbero subito schiacciati e annientati. Unitevi dunque uomini, se siete saggi, unitevi tutti se avete coraggio, per liberarvi dalle vostre comuni miserie".
"Trattenete con le vostre mani tutte queste ricchezze e tutti i beni che producete in abbondanza col sudore del corpo, teneteveli per voi e per i vostri simili, non date niente a questi superbi e inutili fannulloni, che non fanno nulla di utile, e non date niente di tutto ciò a tutti questi monaci e questi ecclesiastici che vivono inutilmente sulla terra, non date niente a questi nobili fieri e orgogliosi che vi disprezzano e vi calpestano [...]. Unitevi tutti nella stessa volontà di liberarvi da questo odioso e detestabile giogo del loro tirannico dominio, nonché dalle vane e superstiziose pratiche delle loro false religioni.
E così non vi sia tra di voi religione diversa da quella della saggezza e della moralità, da quella dell'onestà e della decenza, della franchezza e della generosità d'animo; non ci sia religione diversa da quella che consiste nell'abolire completamente la tirannide e il culto superstizioso degli dèi e dei loro idoli, nel mantenere viva la giustizia e l'equità ovunque, nel lavorare in pace e nel vivere tutti in una società ordinata, nel mantenere la libertà e, infine, nell'amarvi l'un l'altro e nel salvaguardare da ogni pericolo la pace e la concordia tra di voi [...]".
Tratto da http://it.wikipedia.org/wiki/Jean_Meslier
Di Fedele (del 20/07/2010 @ 20:49:21, in Segnalazioni, linkato 23 volte)
Intimidazioni alla prima cittadina di Isola Capo Rizzuto: tre auto andate in fumo in poche notti sono il risultato della battaglia contro lottizzazioni e speculazioni
In Calabria c’è una cosa che non devi mai fare: metterti contro troppi poteri forti. La ‘ndrangheta, le imprese fameliche che vogliono mangiarsi il territorio e la malapolitica. Carolina Girasole, professione biologa, madre di due bambine e sindaco di Isola di Capo Rizzuto per passione civile, ha fatto tutto ciò. Si è schierata contro, e nell’esclusivo interesse della sua comunità. Gli altri lo hanno capito e hanno risposto alla maniera di “certa” Calabria: minacciando. In quattro notti, dal 1 luglio in poi, sono andate in fumo la macchina del direttore dell’Ufficio urbanistico, quella del vicesindaco Anselmo Rizzo, e quella del sindaco. Un falò dell’infamia. Da allora la sindaca Carolina vive “sotto vigilanza”, nel senso che ogni volta che deve uscire (per la sua attività di sindaco, per fare la spesa, per accompagnare le bimbe al mare, insomma, per vivere) deve avvisare i carabinieri che la scortano e la proteggono. Vanno così le cose nel Far West Calabria. Parliamo con la sindaca per capire chi c’è dietro quella notte dei fuochi, chi minaccia la sua amministrazione. “Ci stiamo interrogando, ma non riusciamo a concentrarci su un solo aspetto. Perché da due anni una sola cosa è certa: abbiamo colpito molti interessi”. Isola di Capo Rizzuto, 15 mila abitanti a ridosso di Crotone. L’isola del sole, la chiamano, per il mare e la bellezza delle coste. “Un patrimonio che qui fa gola a tanti – dice la sindaca –, soprattutto a chi vuole cementificare. Penso non solo al classico abusivo, ma a chi ha in mente la costruzione di villaggi turistici e si preoccupa poco del territorio”. Fermiamoci un attimo per ricordare che anni fa sulle coste di Crotone e dintorni qualcuno voleva tirar su “Europaradiso”, un megainsediamento per 14 mila turisti, un investimento da 7 miliardi di euro dietro il quale c’è il fondato sospetto di interessi mafiosi. “Quando due anni fa – ragiona la Girasole – vincemmo le elezioni sapevamo di andare incontro a una serie di conflitti. Abbiamo rimesso in discussione tutto: rifatto vecchi bandi di gara, rivisto appalti e concessioni e soprattutto abbiamo messo le mani su tutte le lottizzazioni, quelle sulla costa in modo particolare. Isola è bellissima, il mare ancora limpido, ma dobbiamo risanare le ferite che in questi anni sono state inferte al territorio, per questo abbiamo iniziato una serie di abbattimenti”. Insomma, una montagna da scalare nella Calabria delle devastazioni delle coste, degli abusivismi, del mare ridotto ad una fogna. Ma c’è anche altro ad aver dato fastidio: la confisca dei terreni del clan Arena. La cosca che a Isola comanda tutto, una delle “famiglie” più potenti della ‘ndrangheta, con propaggini in Lombardia ed Emilia-Romagna. Poche settimane fa Carolina Girasole era sui terreni (cento ettari) strappati al clan, per mietere l’orzo. “Non si trovava una trebbiatrice – ricorda Antonio Tata, responsabile di Libera -, tutti avevano paura, ma siamo riusciti lo stesso a salvare il raccolto”. A maggio, sempre sui terreni degli Arena, sindaco e don Luigi Ciotti erano a raccogliere finocchi, quintali di prodotto subito entrato nel circuito di Libera e delle sue coop, ma anche regalato durante la manifestazione del Primo maggio a Rosarno. Segnali importanti che hanno dato fastidio alle cosche perché rappresentano il segno della loro impotenza. “Non siamo degli eroi – dice la sindaca -, ma se in Calabria vuoi amministrare in nome della comunità e non di interessi particolari non puoi fare diversamente: devi rompere schemi, colpire interessi, anche quelli grandi”.
Carolina Girasole e i suoi amministratori hanno iniziato un lungo braccio di ferro con le potentissime imprese dell’eolico. “Qui – ci racconta – esiste il più grande parco eolico d’Europa, hanno occupato fette enormi del territorio, ma versano al Comune solo 350 mila euro l’anno, a prescindere del fatturato che realizzano e che è altissimo come si può immaginare. Non è giusto, stiamo tentando di ridefinire gli accordi. Con la società che gestisce l’altro parco, che fattura un terzo del precedente, ci siamo in parte riusciti portando la parte dovuta al Comune a 750 mila euro l’anno. Sono soldi che servono alla comunità, che investiremo in scuole, servizi e opere pubbliche”. Bracci di ferro, tensione, battaglie, anche per i parchi fotovoltaici. “Stiamo rivedendo tutto, al momento abbiamo bloccato le concessioni, soprattutto quelle sulla zona costiera”. Un’ultima domanda, la famiglia. Cosa è successo quando a casa hanno saputo della macchina incendiata? “Problemi, soprattutto con le bambine, ma alla fine la mia famiglia ha capito e ha risposto con grande dignità. Un valore eversivo in terra di Calabria, ma questa è una guerra che dobbiamo vincere”.
Articolo 2 L’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia ha lo scopo di: a) riunire in associazione tutti coloro che hanno partecipato con azione personale diretta, alla guerra partigiana contro il nazifascismo, per la liberazione d’Italia,e tutti coloro che, lottando contro i nazifascisti, hanno contribuito a ridare al nostro paese la libertà e a favorireun regime di democrazia, al fine di impedire il ritorno di qualsiasi forma di tirannia e di assolutismo; … …
m) dare aiuto e appoggio a tutti coloro che si battono,singolarmente o in associazioni, per quei valori di libertà e di democrazia che sono stati fondamento della guerra partigiana e in essa hanno trovato la loro più alta espressione.
Di fronte al dissolvimento anche della seconda Repubblica, per le stesse cause che portarono al disfacimento della prima, davanti all’inerzia dei partiti della sinistra e dei sindacati confederali, con l’eccezione lodevole dell’azione di contrasto della FIOM e dei COBAS alla FIAT e del tentativo delle fabbriche di Nicky (Vendola) di consegnare all’Italia un leader credibile, autorevole e carismatico per tutto il centro-sinistra, non si comprende l’immobilismo dell’ ANPI, soprattutto in considerazione dell’articolo 2 del suo Statuto ed in particolare del paragrafo m. Davanti alla prepotenza ed alla tracotanza berlusconiana ed alla mafia che abbatte le statue di Falcone e Borsellino, appena collocate, nell’anniversario della strage di via D’Amelio, manca la presenza attiva di una forza come l’ANPI!
Di Fedele (del 18/07/2010 @ 19:19:36, in Segnalazioni, linkato 56 volte)
Intercettazione dell'aprile 2010. Luogo imprecisato in Brianza.
B/P3: L'Italia è fallita T/Rex: E' sufficiente non dirlo T/Rex: ... e dire il contrario è ancora più efficace! B/P3: Ma l'Italia è fallita lo stesso, ogni mese il debito pubblico cresce di 10/15 miliardi, sai perfettamente che tra poco non riuscirai a pagare gli interessi sul debito... Raccontare balle non serve più... 1900 miliardi di debito previsti per la primavera 2011... T/Rex: Faremo la politica dell'Antifrasi (*)1... B/P3: Antifrasi? T/Rex: Si, un po' come l'Antimafia che si mette d'accordo con Provenzano... B/P3: (Risate...) T/Rex: E' semplice, faremo il contrario della Grecia B/P3: Spiegami T/Rex: George Papandreou ha annunciato il default, tu dirai che siamo in ripresa, che stiamo meglio della media degli Stati europei (*)2 B/P3: Io lo dico pure, sai che non ho problemi... ma la barca affonda comunque... La disoccupazione reale è la più alta di Europa, gli stipendi sono i più bassi e i soldi della cassa integrazione stanno per finire T/Rex: La Grecia ha prima dichiarato la crisi e poi ha attuato le misure anti crisi. Una figura di merda... Noi faremo invece una bella figura. Attueremo le misure anti crisi senza dichiarare il pre default, ma diremo che sono per il rilancio B/P3: Gli italiani sono stupidi, ma non fino a questo punto... T/Rex: Tu li hai sempre sopravvalutati, altrimenti gente come Ingroia e Travaglio sarebbe già in carcere tra l'esultanza del popolo. Beh, con loro puoi sempre provarci più avanti... B/P3: Abbiamo alternative? T/Rex: Sì, il colpo di Stato, ma lo vedo bene solo come ipotesi di riserva, Papandreou ha bloccato gli stipendi dei dipendenti pubblici, aumentato l'età pensionabile, messo in vendita le isole greche (*)3. Noi faremo lo stesso. La chiameremo manovra per lo sviluppo e diremo che ce la impone l'Europa. L'Italia sarà venduta ai privati attraverso il federalismo demaniale, per la pensione ci vorranno oltre 40 anni di contributi e ci sarà il blocco degli aumenti al settore pubblico per tre anni. L'importante è tenersi buone la Confindustria e le banche. Non toccheremo i guadagni delle concessioni pubbliche e non tasseremo il settore bancario B/P3: Che ne dici di due spaghetti alla puttanesca e un branzino? T/Rex: Eccellente idea, a tavola volevo parlarti dei Parchi Pubblici in concessione ai privati e della tassa sul macinato, sai... quella vecchia legge dell'Ottocento di Luigi Menabrea B/P3: Ah, volevo chiederti, ma il default riusciremo a evitarlo? T/Rex: No, ma non se accorgerà nessuno
(*)1 Antifrasi: consiste nel dire il contrario di ciò che si pensa. Si divide in ironia (più leggera) e sarcasmo (pesante). (*)2 Fatto effettivamente avvenuto con la dichiarazione di crescita del Pil italiano superiore agli Stati europei (+ 0,4%). (*)3 Marzo 2010, il Governo greco vara una serie di misure volte a sanare i conti pubblici, quali il blocco degli stipendi dei dipendenti pubblici e una riforma del sistema pensionistico, per un totale di 4,8 miliardi di euro.
Di Marco (del 15/07/2010 @ 16:51:15, in Segnalazioni, linkato 47 volte)
Semplicemente demoralizzante: per fortuna, quasi per un processo naturale voluto da un misericordioso disegno divino, il sistema è alla frutta.
Vent’anni, maturità classica in tasca, e in cerca di un lavoro? Commessa a 200 euro al mese, compresi gli straordinari.
È la proposta che si è sentita fare una ragazza di Conegliano Veneto (Treviso), nel cuore del ricco Nordest. Delusa e mortificata, ha detto addio ai suoi sogni di indipendenza economica e ha raccontato tutto al padre, un dirigente d’azienda che ha scritto al Gazzettino per denunciare l’episodio. Sei giorni di lavoro su 7: duecento euro Nei giorni scorsi la ragazza si è presentata in un’agenzia di lavoro interinale in cerca di un impiego.
Superata una prima selezione fra una quindicina di candidate, le viene offerto un posto da commessa in un negozio di abbigliamento intimo della città: lavoro a tempo pieno per sei giorni su sette a 200 euro netti al mese e, in caso di bisogno, disponibilità a fermarsi a anche un po’ di più. Così per i primi tre mesi, poi si vedrà. Insomma uno stipendio da fame, anche per una ragazza pronta ad ad adattarsi pur di non diventare una “bambocciona”. “Fuori legge” A Conegliano la reazione di commercianti, sindacalisti e degli stessi operatori delle società di ricerca e offerta di lavoro è unanime: un contratto del genere è fuori legge, è un “caso estremo” che per fortuna rappresenta l’eccezione e non la norma, ma in tempi di crisi è un campanello d’allarme non va sottovalutato: “Spero che questo caso non sia il sintomo del ritorno ad una pratica in uso nei laboratori tessili negli anni ‘90 - sottolinea il segretario della Filcams Cgil di Treviso, Luigi Tasinato - quando versavano ai dipendenti lo stipendio previsto in contanti e se ne facevano restituire immediatemente una parte”.
Quello della ragazza di Conegliano Veneto non sembra essere però un caso isolato, almeno a giudicare da quanto i lettori di City scrivono sulla pagina Facebook del giornale. “Si scandalizzano perchè è successo al Nord, ma a Napoli mi è successo di ricevere per un lavoro di call center di 4 ore al g 6 g su 7 ben 100€ al mese... E non credo si parlasse di contratti...”, scrive Rosa Rossella Cimminiello. “100 € di base , più provvigioni ,,,,, oppure 100€ fissi e solo quelli”, racconta Roberto Romanato. “A me hanno chiesto di lavorare in una fabbrica per prova, due settimane, 80 ore: gratis. In Veneto”, dice invece Laura Martina , e David Chiaramonti rincara: “Ho lavorato un mese in un call center a 300 euro per 30 ore settimanali. E un’altra volta mi è stato proposto uno stage da 40 ore settimanali per 380euro mensili”. Di call center parla anche Viviana Campanella: “Paga minima da fame, 6 cent a telefonata. Provvigioni solo dal 10° contratto andato a buon fine, e cazziatoni se non fissavo almeno 3 appuntamenti al giorno”. E Vitalba Anastasi racconta i mille lavori fatti per poter racimolare almeno mille euro al mese, per poi concludere: “Posso dirmi di essermi sbattuta anche per meno di 200 euro mensili!”. Elisa Pagano dice di aver ricevuto “3,16 euro all’ora per un part time verticale, che si è dimostrato poi essere un 7/7 dalle 6 alle 12 ore al giorno con 30 min di pausa”, e conclude ironica: “Ma anche no?”. Meno ironico “Magico Vento”: “Questa è schiavitù”, dice, “e va repressa senza pietà”.
Derivato dal link http://city.corriere.it/2010/07/15/milano/documenti/vuoi-lavorare-commessa-200-euro-mese-20842779496.shtml